Il trust layer
Un riferimento normativo inventato dentro un atto è un problema di responsabilità professionale, non un difetto estetico. Per questo in Caucus la validazione delle citazioni non è un prompt che chiede al modello di «essere accurato»: è un passaggio di verifica post-generazione, contro il database, che nessuna risposta salta.
Cosa succede a ogni risposta
- Riconoscimento. Le citazioni in prosa («art. 2043 c.c.», «articolo 17 del D.Lgs. 81/2008», sigle e forme lunghe) vengono riconosciute e promosse a riferimenti strutturati.
- Verifica su database. Per ogni riferimento: la fonte è indicizzata? L'articolo esiste? È vigente alla data della domanda? È abrogato?
- Controllo del grounding. Una citazione può essere formalmente corretta ma non provenire dal contesto recuperato: è l'allucinazione più insidiosa, perché il testo «torna». Queste citazioni sono marcate weak grounding e segnalate.
- Riparazione. Se la verifica trova riferimenti inesistenti, una passata di riparazione (con timeout: mai a costo della latenza percepita) riscrive la risposta correggendo o rimuovendo i riferimenti non verificabili.
- Trasparenza. L'esito arriva al client nell'evento SSE
citation_warningse il testo finale (con le citazioni promosse a tag<cite/>) nell'eventodone. La UI mostra il conteggio «citazioni verificate» sotto ogni risposta e un banner per quelle non verificabili.
Gli esiti possibili
| Esito | Significato | Cosa vede l'utente |
|---|---|---|
| Valida | Fonte e articolo esistono, vigenti, presenti nel contesto | Citazione linkata al testo consolidato (pagina /norma) |
| Abrogata | L'articolo esiste ma è abrogato | Marcatura esplicita: citabile come storia, non come vigente |
| Fuori vigenza | Non vigente alla data richiesta | Segnalazione con la finestra di vigenza reale |
| Weak grounding | Articolo reale ma assente dal contesto recuperato | Avviso: verificare prima di farci affidamento |
| Inesistente | La fonte o l'articolo non risultano nel corpus | Banner di avvertimento con l'elenco dei riferimenti |
La giurisprudenza è un caso a parte
Le decisioni si citano in prosa con gli estremi reali (sezione, numero, anno) presi dal contesto recuperato, mai generati. Il prompt lo vieta, e il benchmark contiene casi che verificano proprio questo: quando il corpus non contiene giurisprudenza pertinente, la risposta deve dirlo («gap admission»), non inventare una massima plausibile.
Nei tuoi documenti Word
Lo stesso motore è esposto dall'endpoint POST /api/v1/citations/validate e dall'add-in Word: seleziona un atto già scritto e ottieni la verifica di ogni citazione contenuta: utile per il controllo finale prima del deposito. Vedi Guida ai moduli.
Limiti, detti chiaramente
- La verifica copre ciò che è nel corpus: una citazione a una fonte non indicizzata è segnalata come non verificabile, non come falsa.
- Il trust layer verifica i riferimenti, non la correttezza dell'argomentazione giuridica: quella resta responsabilità del professionista.
- Il tasso di citazioni allucinate misurato sul benchmark è 0,0% sull'ultimo run: misurato, non garantito. La varianza tra run esiste ed è pubblicata insieme ai numeri.